AIO, SEO, LLMO e GEO– category –
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AIO, SEO, LLMO e GEO
1Password presenta «1Password for Agents», che effettua l’accesso al posto dell’utente senza condividere le credenziali con l’IA
«1Password for Agents», annunciata il 22 ottobre da 1Password, è una nuova funzione che effettua l’accesso al posto dell’utente, previa approvazione, senza mostrare la password agli agenti IA. Ecco una panoramica del funzionamento, dei servizi supportati e delle condizioni di utilizzo, per capire quante autorizzazioni concedere all’IA. -
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Gary Illyes di Google spiega che robots.txt non può controllare l’uso dei dati per l’addestramento dell’IA
robots.txt stabilisce «quali URL è consentito richiedere»: riguarda quindi l’accesso iniziale, non l’eventuale uso dei contenuti per l’addestramento dell’IA dopo che sono stati acquisiti. Partendo dalle spiegazioni di Gary Illyes di Google, facciamo il punto su Google-Extended, sulla bozza IETF e su come scrivere gli URL in giapponese. -
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OpenAI, accuratezza del 97,9% nella valutazione della migrazione da COBOL: netto miglioramento nel supporto ai linguaggi legacy
OpenAI annuncia un miglioramento delle capacità di programmazione nei linguaggi per i quali sono disponibili pochi dati di addestramento, come COBOL. Nella valutazione della migrazione da COBOL, aumentando la quantità di ragionamento, il tasso di correttezza ha raggiunto il 97,9%. Esaminiamo la «difficoltà di ottenere lo stesso risultato» che si cela dietro il dato. -
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Profilo dell’attività su Google: test di verifica tramite foto di un documento d’identità
È stato rilevato in fase di test un metodo di verifica del Profilo dell’attività su Google che prevede l’invio di una foto di un documento d’identità rilasciato da un ente pubblico. Si aggiungerebbe alle modalità già esistenti, come il telefono e la posta. La differenza tra verificare l’identità di una persona e il suo legame con un’attività aiuta a capire il significato della novità. -
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Crisi SEO! Muse di Meta e Dots di OpenAI interagiscono con il web: le tradizionali misure anti-bot non funzionano
Agenti AI personali come Muse di Meta e Dots di OpenAI svolgono al posto dell’utente attività sul web, dal confronto dei prodotti alla compilazione di moduli e agli acquisti. La SEO non riguarda più soltanto il farsi trovare: ora occorre creare pagine che siano anche facili da usare. Facciamo il punto sulle lacune in materia di accessibilità, difese anti-bot e misurazione. -
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Pubblicando un concetto inventato, 8 motori di ricerca IA su 10 lo citano nel giro di una settimana: l’esperimento della Fudan University
Il team di ricerca della Fudan University ha pubblicato sul web un concetto inventato e ha monitorato per una settimana le reazioni di 10 strumenti di ricerca basati sull’IA. Otto lo hanno citato, compresi i quattro rivolti al pubblico anglofono. A fare la differenza non è stato il numero dei post, ma il luogo in cui erano stati pubblicati. -
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DeepSeek lancia una Search API: nei risultati punteggi di autorevolezza e pertinenza, esclusi anche i tentativi di manipolazione GEO
Il 17 ottobre DeepSeek ha reso disponibile agli sviluppatori il proprio motore di ricerca. I risultati riportano per ogni pagina un punteggio di autorevolezza e uno di pertinenza, e consentono anche ricerche limitate a un sito specifico. Facciamo il punto sul nuovo metro di misura per capire come farsi trovare nell’era dell’IA. -
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Google migliora la visualizzazione dei link in AI Mode e AI Overviews e testa percorsi verso i siti ufficiali e i creator
Google ha rivisto la visualizzazione dei link in AI Mode e AI Overviews. Aumenteranno le occasioni in cui i link nel testo delle risposte compaiono in cima, e saranno testate anche la visualizzazione in apertura dei siti ufficiali e le scorciatoie ai profili dei creatori. Facciamo il punto su cosa cambia e cosa resta invariato. -
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Google aggiorna AI Mode e AI Overviews: più collegamenti dalle risposte a siti web e notizie
Google aggiorna AI Mode e AI Overviews. L’aggiornamento aumenterà la frequenza con cui i link compaiono nella parte alta delle risposte e introdurrà riferimenti alle pagine ufficiali, caroselli di notizie e collegamenti ai profili dei creator. Facciamo il punto sulle modifiche confermate e sulle iniziative ancora in fase di test. -
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Google spiega: l’effetto delle parole chiave negli URL è limitato — per separare le parole consiglia i trattini
Gary Illyes e Cherry Prommawin di Google hanno spiegato in un video come vengono gestiti gli URL nella ricerca. L’effetto delle parole chiave sul posizionamento è «molto limitato». Ecco una panoramica dei criteri da seguire nella progettazione degli URL, dall’uso dei trattini alla gestione delle emoji. -
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Google Search converte i PDF in HTML per indicizzarli e li mostra anche in AI Overviews e AI Mode
Google non legge i PDF così come sono: li converte in HTML e li sottopone al processo di ricerca. Facciamo il punto su come vengono gestiti i link e su come i PDF compaiono nella ricerca basata sull’IA, sulle precauzioni da adottare per i PDF composti solo da immagini e sui motivi pratici per cui è preferibile scegliere l’HTML. -
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Google rende disponibile a tutti «Gemini 4 Argon», utilizzabile nell’app Gemini, nella Ricerca e tramite API
Google ha avviato la disponibilità generale del nuovo modello «Gemini 4 Argon». Gli abbonati Pro e Ultra possono usarlo nell’app e nella modalità AI della Ricerca; durante il periodo di introduzione, l’API costa 2 dollari per l’input e 10 per l’output. Un’analisi delle differenze tra disponibilità e prezzi.
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