David Allvin, ex capo di Stato maggiore dell’Aeronautica militare statunitense, ha rilasciato un’intervista ad Asahi Shimbun il 28 settembre 2026 a Seul, in Corea del Sud, dove si trovava in visita. Alla luce del ruolo crescente dei droni nella guerra in Ucraina, ha affermato che il successo dell’impiego dell’IA nel settore della difesa «sarà decisivo per i campi di battaglia del futuro». Anche sulla revisione dei 3 documenti giapponesi sulla sicurezza, ha detto di vederla come una grande occasione per introdurre innovazioni tecnologiche.
Il criterio del basso costo imposto dai droni
Allvin ha definito l’impiego dei droni come armi principali nella guerra in Ucraina uno dei cambiamenti più importanti registrati nei conflitti degli ultimi decenni. I droni possono sembrare soltanto piccole macchine che volano in cielo, ma stanno scuotendo dalle fondamenta l’economia della guerra.
Il punto non è soltanto la qualità delle prestazioni. Secondo Allvin, la comparsa di armi potenti e a basso costo rende necessario battere gli avversari anche sul piano dei costi. Ha aggiunto che è indispensabile saper sfruttare le proprie tecnologie e continuare a produrre armi più economiche, in grandi quantità e con una potenza di fuoco adeguata.
Dall’idea di dotarsi di pochi equipaggiamenti costosi a quella di assicurarsi una fornitura continua di prodotti accessibili. Il dibattito sulla difesa si sta forse allargando dalla competizione sulle schede tecniche a quella tra fabbriche e catene di approvvigionamento.
Il valore dell’IA sta nella rapidità delle decisioni
Quando si parla di IA, si tende a immaginare macchine che combattono al posto degli esseri umani. La posizione di Allvin è però un po’ diversa: non si tratta di scegliere tra macchine e persone, ma di promuovere la collaborazione tra le due.
Allvin ha menzionato l’impiego da parte delle forze armate statunitensi, nelle operazioni contro l’Iran, di sistemi di supporto al comando e controllo basati sull’IA, come il «Maven Smart System». Ha sottolineato che l’uso dell’IA nella difesa accresce la capacità di prendere decisioni più rapidamente del nemico e che il vantaggio nel processo decisionale può diventare un fattore capace di cambiare le sorti del campo di battaglia.
Per comando e controllo si intende il processo che consiste nel raccogliere e organizzare informazioni sulla situazione sul campo e decidere come agire. Più che a premere il grilletto, l’IA serve a elaborare enormi quantità di informazioni e a fornire rapidamente agli esseri umani gli elementi necessari per decidere. Lo stesso articolo riporta anche il commento di un ricercatore del Medio Oriente, secondo cui questo tipo di sistemi può completare in poche decine di minuti analisi e selezione degli obiettivi che, se svolte manualmente da una persona, richiederebbero decine di giorni. La velocità è un vantaggio, ma è anche un ambito in cui ci si deve interrogare su come gestirla.
Come collegare le capacità del settore privato a quelle militari
Allvin ha affermato che in futuro gli Stati Uniti e i loro alleati dovranno impegnarsi a collegare le tecnologie del settore privato, comprese quelle sviluppate dagli imprenditori, alle capacità militari. I progressi dell’IA e dei droni sono ambiti in cui spicca la rapidità delle aziende private: il coordinamento con i cicli di approvvigionamento pubblico potrebbe rivelarsi una sfida.
La revisione dei 3 documenti giapponesi sulla sicurezza sarà un’occasione?
Sulle valutazioni per rafforzare le capacità di difesa nell’ambito della revisione dei 3 documenti giapponesi sulla sicurezza, Allvin ha osservato che il Giappone si trova in un «momento estremamente importante» per sviluppare nuove tecnologie, come l’IA e la cyber, e costruire i mezzi per produrle. A suo avviso, si tratta di «un’opportunità molto importante» per introdurre innovazioni tecnologiche.
Per quanto riguarda il rafforzamento dell’alleanza nippo-statunitense, ha anche sostenuto che il Giappone potrebbe assumere un ruolo guida in ambiti quali le avanzate capacità spaziali del settore privato, le tecnologie per i sistemi autonomi e la produzione in massa di equipaggiamenti a basso costo.
Il criterio del basso costo messo in luce dai droni, la rapidità decisionale resa possibile dall’IA e il collegamento con le tecnologie del settore privato. Considerate nel loro insieme, le dichiarazioni di Allvin mostrano come siamo entrati in un’epoca in cui la competitività nel settore della difesa dipende non solo dai laboratori di ricerca, ma anche dall’ampiezza della base industriale. Resta da vedere se il Giappone saprà fare della revisione dei 3 documenti una base per questo percorso.


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