Secondo quanto riportato, DeepSeek, società di intelligenza artificiale con sede a Hangzhou, in Cina, ha raccolto circa 15 miliardi di dollari (circa 100 miliardi di yuan). La notizia arriva due giorni dopo che il governo statunitense ha ordinato alle agenzie civili federali di rimuovere dai propri sistemi le tecnologie di intelligenza artificiale di DeepSeek per motivi di sicurezza. Si tratta di una delle più ingenti raccolte di capitali mai realizzate in Cina.
Un’enorme raccolta di capitali a due giorni dalle restrizioni
Secondo le notizie, due giorni dopo che Washington ha detto di «rimuoverla», gli investitori hanno messo sul tavolo circa 15 miliardi di dollari. La coincidenza temporale è drammatica, ma non ci sono elementi per affermare che un evento abbia causato l’altro. Partiamo quindi dal fatto che regolamentazione e capitali, due forze distinte, si sono mosse nella stessa settimana.
La misura statunitense riguarda le agenzie civili federali. È ben diversa da un divieto generalizzato per le aziende private o gli utenti comuni e non incide direttamente sui mercati nazionali cinesi e su quelli al di fuori degli Stati Uniti, che costituiscono la base dell’attività di DeepSeek. La notizia della raccolta di capitali è emersa in questo contesto, con tali distinzioni.
I dettagli della raccolta di capitali riportata
Secondo le notizie, la raccolta ammonta a circa 15 miliardi di dollari, pari a circa 100 miliardi di yuan. Tra i potenziali investitori figurerebbero CATL, colosso delle batterie, e Tencent, che gestisce l’app di messaggistica WeChat.
A colpire è la rosa dei candidati. Quando si parla di raccolte di capitali da parte di aziende di IA, si tende a pensare a società di semiconduttori e cloud o a fondi d’investimento; il fatto che tra i potenziali investitori ci sia un produttore di batterie sembra riflettere il ruolo sempre più trasversale dell’IA in tutti i settori industriali. Si tratta soltanto di potenziali investitori, ma è possibile dedurne che le grandi aziende cinesi considerino DeepSeek una destinazione d’investimento promettente.
I capitali confluiscono nei modelli e nelle infrastrutture
Secondo le notizie, DeepSeek sta aumentando gli investimenti nelle infrastrutture di IA e nei modelli aperti. Gli investimenti riguardano sia il mercato interno cinese sia quelli esteri. Non va trascurato il fatto che, anche con le restrizioni all’uso negli Stati Uniti, gli investimenti puntino anche a espandersi sui mercati esteri.
I modelli aperti sono modelli che rendono pubblici i dati alla base dell’IA e consentono a terzi di usarli o migliorarli liberamente. All’inizio del 2025, DeepSeek ha attirato l’attenzione mondiale con R1, un modello di ragionamento open-weight gratuito. All’epoca, la società aveva messo in discussione l’idea che le aziende statunitensi di IA fossero in una posizione di vantaggio. È naturale considerare i capitali raccolti questa volta come il carburante per potenziare la capacità di calcolo e sviluppare i prossimi modelli, dando continuità a quello slancio.
La capacità di calcolo, cioè l’enorme quantità di computer necessaria per far funzionare l’IA, è al centro di una competizione che richiede capitali di dimensioni straordinarie. I 15 miliardi di dollari si spiegano bene se li si considera il prezzo d’ingresso per continuare a competere su questo terreno.
Un confronto con le raccolte di capitali precedenti
Con l’accumularsi delle cifre è facile fare confusione, quindi ricostruiamo la cronologia.
Da giugno a luglio, fino alla raccolta attuale
Secondo quanto riportato, a giugno DeepSeek ha raccolto oltre 7 miliardi di dollari in un round che le attribuiva una valutazione di 50 miliardi di dollari. A luglio, sarebbe stata alla ricerca di ulteriori 1,5 miliardi di dollari, con una valutazione di circa 71 miliardi. È stato inoltre riferito che la società prevede di quotarsi in Cina già il prossimo anno.
I circa 15 miliardi di dollari di cui si parla ora sono una raccolta distinta dalle precedenti. Non è possibile sommarli semplicemente agli importi accumulati o alle valutazioni, ma il susseguirsi di notizie sulla raccolta di capitali nell’arco di pochi mesi lascia intuire l’entità del fabbisogno finanziario.
DeepSeek è stata fondata nel 2023 dal suo fondatore Liang Wenfeng, cofondatore dell’hedge fund quantitativo cinese High-Flyer. Il fondo ha sostenuto lo sviluppo iniziale di DeepSeek. Secondo i dati di WireScreen, che analizza gli assetti proprietari delle aziende, anche dopo il round di finanziamento più recente Liang detiene una quota stimata dell’81,6% nella società operativa cinese. In altre parole, mentre affluiscono ingenti capitali esterni, il controllo dell’azienda resta nelle mani del fondatore.
L’ondata di capitali si estende alle aziende cinesi di IA
DeepSeek non è l’unica a raccogliere ingenti capitali. A maggio Moonshot AI, sviluppatrice di Kimi, ha raccolto 2 miliardi di dollari con una valutazione di 20 miliardi. Manus AI ha raccolto oltre 500 milioni di dollari questo mese.
Alcune aziende sono già quotate in borsa. Zhipu AI (Z.ai) e MiniMax si sono quotate a Hong Kong a gennaio e avrebbero una capitalizzazione di mercato rispettivamente di circa 29 e 7,2 miliardi di dollari. DeepSeek, non ancora quotata ma valutata oltre 50 miliardi di dollari, ha dimensioni considerevoli anche rispetto alle due società già quotate.
L’afflusso di capitali potrebbe intensificare ulteriormente la concorrenza tra le aziende cinesi di IA. L’espansione di DeepSeek sembra destinata a influenzare non solo l’evoluzione dei suoi modelli e dei suoi prezzi, ma anche le strategie dei concorrenti.
Un’epoca in cui regolamentazione e capitali seguono strade separate
La notizia mette in luce una realtà: le politiche e gli investimenti nel campo dell’IA spesso procedono in direzioni diverse. Le agenzie civili federali statunitensi si muovono per rimuovere le tecnologie di DeepSeek, mentre in Cina le grandi aziende figurano tra i potenziali investitori. La competizione globale nell’IA non si svolge all’interno di un unico sistema di valori o di un solo mercato.
Oggi, nell’IA la competitività dipende non solo dalle prestazioni dei modelli, ma anche dal mercato nazionale in cui operano, da chi li finanzia e dalle normative a cui sono soggetti. La notizia secondo cui DeepSeek avrebbe raccolto 15 miliardi di dollari è un esempio di come queste divergenze si stiano già traducendo in cifre.


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